|
Informati


Le battaglie



| |
Rassegna stampa
Ecco cosa scrivono di noi i giornali...
DA
 |
|
SI MOLTIPLICANO LE
PROTESTE CONTRO LA RIFORMA
Stasera in corteo
famiglie e insegnati
E' la settimana della grande mobilitazione
contro la riforma Gelmini che culminerà giovedì con lo sciopero generale
e la manifestazione a Roma. Ci i muove su p-il) fronti. Genitori e
insegnanti del 3· circolo hanno consegnato ieri al provveditore
Francesco Contino 800 firme, frutto di una petizione a sostegno della
protesta contro i provvedimenti del governo sulla scuola. Del terzo
circolo fanno parte le elementari «Galileo Ferraris», San Domenico Savio
e «Baracca» e le materne «Agazzi»,«Lina Borgo» e «Miroglio».
L'iniziativa non si è però limitata alle firme: per stasera è in
programma un corteo silenzioso per esprimere i! forte disagio contro la
politica scolastica del centrodestra: partirà alle 21 da piazza Primo
Maggio, attraverserà corso Alfieri per concludersi in piazza San Secondo
dove sono previsti alcuni interventi. «Non è limitato al personale e
alle famiglie dei bambini del nostro circolo - spiegano gli
organizzatori ma a tutto i! mondo della scuola astigiano che invitiamo
ad unirsi a noi per una pacifica dimostrazione».C'è fermento anche nel
mondo sindacale. Luciana Moiso, segretario provinciale Vi! scuola, ha
indetto per domani, dalle 8 alle 11, nel salone della Provincia un
assemblea sindacale sul decreto legge che tante polemiche sta
suscitando, n rinnovo del contratto nazionale e la tutela del personale
precario e sulla mobilitazione di giovedì. Interverranno n segretario
generale Uil-Scuola del Piemonte Diego Meli, n segretario provinciale
Pierluigi Guerrini e n dirigente nazionale del settore scuola della un,
Pasquale Proietti. Si stanno muovendo inoltre l'associazione «Reset» e n
«Meet up-Amici di Beppe Grillo» di Asti. «Ci schieriamo - spiega Roberto
Modellato di Reset - con tutti coloro che in questi giorni manifestano
contro la riforma del governo. Ci rendiamo disponibili a partecipare a
tutti gli incontri, manifestazioni ed eventuali occupazioni. Il blog
www.beppegrillo.it e il sito www.resetonline.net sono a disposizione di
studenti e professori». Giovedì 30, nel giorno dello sciopero, i
genitori del Consiglio di circolo «Canelli-San Marzano», Palmina Stanga,
dirigente scolastico delle materne ed elementari e Paolà Bogetto,
dirigente scolastico della media «Gancia» hanno indetto un incontro per
discutere della riforma e del suo impatto sulle scuole del plesso (ore
21, salone CrAt). Interverrà Marco Pavese, docente di Istituzioni di
Diritto pubblico e Legislazione scolastica all'Università di Genova.
FRANCO CAVAGNINO
|
DA
del 31/10/2008 |
|
Bambini, genitori e insegnanti
in corteo "Difendiamo l' istruzione pubblica"
In
piazza gli interventi dei sindacalisti.
Da
"Reset" critiche al senatore Cossiga
La
pioggia non ha fermato, martedì sera, la fiaccolata di protesta contro
la legge Gelmini.
Circa 600 persone, sfidando
il maltempo, si sono ritrovate in piazza I maggio, dove ha preso il via
il corteo che ha visto partecipare quasi tutte le scuole del III circolo
didattico (ma c'erano rappresentanti di istituti di ogni ordine e grado)
oltre a insegnati, famiglie ed esponenti del mondo sociale e
sindacale.Ad aprire la sfilata una bara, con scritto "Qui giace la
scuola italiana, uccisa da Gelmini e Tremanti'; che non ha mancato di
suscitare qualche perplessità e qualche distinguo tra gli stessi
partecipanti al corteo (così come alcuni slogan "forti").Tra gli
sfilanti molti gli striscioni di protesta, tra cui "La mia maestra è già
unica'; oppure "La scuola è un bene di tutti difendiamola" e anche
"Gemini non uccidere !'istruzione dei nostri bambini':In piazza San
Secondo il corteo si è concluso e ha preso la parola, tra gli altri,
Monica Iviglia, segretario provinciale Cgli scuola.«Se i tagli
preventivati dal Governo diventeranno legge - ha affermato -la
situazione di numerose scuole che si trovano nei paesi dell'Astigiano
diventerà catastrofica».Sotto accusa anche «l'arroganza del Governo, che
ha riformato la scuola senza ascoltare le controparti interessate».Dure
alcune contestazioni da parte del pubblico, annunciando che <<le
famiglie sono pronte a forme di contestazione anche più dure per opporsi
a questa privatizzazione della scuola».«Con questa
legge - si ripeteva da più parti in piazza c verranno a mancare 7,8
miliardi di euro alla scuola, tutte risorse destinate al piano di
salvataggio dell'Alitalia e alle spese militari in Afghanistan. Noi non
vogliamo che il futuro dei nostri bambini venga sacrificato per questo
disegno scellerato del Governo».Più duro è stato Roberto Modellato,
rappresentante dell'associazione "Reset - Amici di Beppe Grillo", che ha
focalizzato l'attenzione sulla polemica innescata dalle parole del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di far intervenire la polizia
nelle scuole e nelle università occupate. Modellato ha letto uno
stralcio dell'intervista che il senatore a vita Francesco Cossiga ha
concesso al giornale "La Nazione". «Nelle università - ha citato bisogna
ritirare le forze di polizia, infiltrare il movimento con agenti provocatori
pronti a tutto, e lasciare che i manifestanti mettano a ferro e fuoco le
città. Dopo di che, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà
sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».Le parole dell'ex
presidente della Repubblica hanno poi indotto i rappresentanti del
movimento di Beppe Grillo a lanciare un "Vaffa.:' all'indirizzo delle
finestre del Municipio.
DI ALESSANDRO FRANCO
|
DA
del 31/10/2008 |
|
In mille alla fiaccolata di protesta
A guidare il corteo una
bara "contenente" la scuola
Nonostante la pioggia,
foltissimo il corteo lungo le vie cittadine
Neanche la pioggia riesce a
fermare la protesta "anti Gelmini". Martedì sera, nonostante le forti
precipitazioni del tardo pomeriggio, un numeroso gruppo di cittadini
muniti di candele (mille secondo gli organizzatori) si è ritrovato per
il corteo contro il progetto di riforma della scuola organizzato da
insegnanti e genitori del 3° circolo didattico. Nel tragitto da piazza I
maggio a piazza S. Secondo spiccava in testa al gruppo una bara che
veniva dichiarata trasportare la scuola pubblica "vittima di Tremonti e
Gelmini". Altri striscioni inneggianti alla preservazione
dell'istruzione pubblica "patrimonio di tutti" erano mostrati da gruppi
di docenti, genitori e allievi in particolare delle elementari, il ciclo
scolastico più toccato dal decreto approvato al Senato mercoledì. Gli
stessi striscioni sono stati mostrati anche durante la manifestazione
nazionale di ieri. Nessuna bandiera "politica" ha sventolato nel corteo,
con esponenti di partiti e associazioni presenti a titolo personale. In
piazza S. Secondo, durante il comizio finale, Monica Iviglia,
responsabile provinciale dei lavoratori della conoscenza della Cgil, ha
ringraziato gli intervenuti, ribadendo la visione condivisa dagli
oppositori della riforma, che la vedono principalmente come un taglio di
spese. Iviglia ha citato l'appoggio alla protesta dichiarato anche da
molti sindaci dei paesi più piccoli, che vedono minacciata la chiusura
delle scuole locali: gli organizzatori della manifestazione stimano
oltre 40 "vittime potenziali". "Non ci fermeremo - conclude Iviglia -
perché il decreto non è che un guscio vuoto di indirizzo generale, che
andrà riempito dalle regole di attuazione che saranno discusse in
Parlamento nei prossimi mesi".
Roberto Modellato, portavoce
degli "amici di Beppe Grillo" di Asti, da subito dichiaratatisi vicini
alle proteste contro la riforma, ha poi elogiato la civiltà della
manifestazione, sottolineando il contrasto con le visioni espresse negli
scorsi giorni dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal
senatore a vita Francesco Cossiga. Modellato si è scagliato in
particolare contro le parole dell'ex presidente della Repubblica che
invocava una repressione violenta delle proteste da parte degli studenti
e degli insegnanti, concludendo il suo intervento con un "vaff..." sullo
stile di quelli più volte lanciati dal celebre comico genovese.
Michele Cascioli
|
DA
 |
|
È polemica sulla
telecamera dei «grillini»
Al sindaco Galvagno non è piaciuta quella
telecamera nell'aula del Consiglio comunale. Lo riferisce Roberto
Modellato, presidente di «Reset», l'associazione che fa riferimento al
blog di Beppe Grillo. «Come largamente anticipato - spiega Modellato ci
siamo presentati in Consiglio con la nostra telecamera per riprendere
parte dei lavori. Risultato? Proteste a tutto campo dalla maggioranza.
Il sindaco ha minacciato(non potendo impedirci di filmare) di
abbandonare la seduta, cosa che di fatto è accaduta, motivando
semplicemente col fatto che non gradiva essere ripreso». Le riprese
hanno dato lo spunto per una serie di interventi, tra favorevoli (per
esempio Pasta e Bagnadentro del Pd) e contrari alla presenza della
telecamera (tra questi il consigliere Sannino, l'assessore Lattanzio).
«Sono rimasto in aula sino alla fine della seduta - ha replicato il
sindaco - Un conto è se un giornalista fa le riprese, un altro se un
privato piazza tutto il suo apparato e filma la seduta».
|
DA
 |
|
Giorgio Galvagno ha proibito
che gli amici di Beppe Grillo riprendessero la seduta
Telecamere vietate in
Consiglio Comunale
Erano venuti ad assistere alla seduta del
Consiglio comunale per rispondere all'appello "Fiato sul collo". Gli
amici di Beppe Grillo astigiani avevano deciso lunedì 29 settembre di
aderire all'iniziativa tramite la quale il comico aveva invitato i suoi
sostenitori a riprendere, con la videocamera i consigli comunali delle
loro città di residenza per poi diffondere i filmati tramite In
internet, in nome della trasparenza. Ma appena il presidente del
Consiglio Giovanni Boccia ha segnalato all'aula la loro presenza, il
sindaco Giorgio Galvagno ha reagito duramente definendola situazione
"illegale" e minacciando di abbandonare la seduta. "Qualche consigliere
accusa Galvagno potrebbe sentirsi inibito nel1a sua azione dalla
presenza della telecamera". Alcuni consiglieri di minoranza hanno
protestato contro le parole del sindaco. "Le sedute sono pubbliche - ha
affermato il democratico Alberto Pasta i consiglieri sono pubblici
ufficiali nell' esercizio delle loro funzioni, e il diritto dei
cittadini a essere informati sulle loro decisioni è tutelato
dall'articolo 21 della Costituzione". "Il regolamento aggiunge Paolo
Bagnadentro (Pd) consente al pubblico di assistere alle sedute, purché
non disturbi. Le riprese sono in accordo con le regole poiché questa è
un'arena pubblica e non c'è nessuna rispetto a fare svolgere il
Consiglio per esempio in piazza.Galvagno ha definito inopportune le
riprese, dichiarandosi preoccupato per l'utilizzo del materiale girato:
“Un conto sarebbe la trasmissione in diretta, che è neutrale, mentre le
riprese diffuse su Internet possono essere rielaborate al fine di dare
un'immagine sbagliata”.A sostegno del sindaco si è schierato l'assessore
alle Finanze Maurizio Lattanzio: "Più che la ripresa, è pericolosa la
diffusione. Il privato cittadino non è soggetto al codice deontologico,
ad esempio di un giornalista, e può fame un uso irrispettoso e
pericoloso". Le parole dei membri della Giunta sono state accolte con
favore dai consiglieri di maggioranza. Il presidente Boccia, dopo avere
ammesso che il problema sollevato non è disciplinato da una norma
apposita del regolamento, ha promesso a giorni la convocazione di una
riunione della conferenza dei capigruppo per discutere il problema. Il
meetup di Asti è tornato sul punto con una conferenza stampa convocata
mercoledì l0 ottobre. "Ci è sembrato curioso afferma Roberto Modellato,
portavoce dei "grillini" astigiani e presidente dell' associazione
"Reset" il fatto che il sindaco, denunciando una situazione a suo
giudizio illegale, abbia minacciato di abbandonare la seduta, invece di
adoperarsi per il ripristino della legalità ". Modellato, oltre a
chiedersi se i problemi per le riprese dipendano dal fatto che "qualche
consigliere abbia qualcosa da nascondere", ribadisce la sua convinzione
che il gruppo abbia agito nel rispetto della legge, e respinge l'accusa
paventata in Consiglio di avere organizzato "un blitz", affermando di
avere informato dell'iniziativa le autorità politiche e i responsabili
del Ordine pubblico già dallo scorso 15 settembre. "La vicenda prosegue
il presidente di Reset ricorda le polemiche per l'assegnazione delle
piazze in occasione dei due Vday, con un utilizzo soggettivo della
legalità da parte della Giunta. Ma un' azione o è consentita dalla legge
oppure no, e non è possibile una logica del divieto perché secondo me è
meglio così". Il gruppo di sostenitori astigiani di Beppe Grillo ha
inserito il filmato di circa 11 minuti che arriva fino all'inizio dello
scoppio della polemica in Consiglio, sul sito www.resetonline.net nella
sezione "Fiato sul collo" e si dichiara intenzionato a replicare in
futuro l'iniziativa. "Se per impedircelo conclude Modellato
modificheranno il regolamento con norme in contrasto con la legge
nazionale, impugneremo il regolamento di fronte a un giudice terzo".
Galvagno non vuole tornare sull'argomento, definendo la polemica "di
poco conto".
Michele Cascioli
|
DA
 |
Reset: "Da noi un
servizio utile"
«Il nostro è un servizio utile ai cittadini che non possono essere
presenti ai Consigli comunali». Roberto Modellato, portavoce
dell'associazione "Reset" e degli amici di Beppe Grillo, commenta
così la presenza di alcuni esponenti del sodalizio alla seduta di
lunedì. Una presenza largamente annunciata tramite i giornali e con
apposita mail al presidente del consiglio, Giovanni Boccia, e allo
stesso sindaco Galvagno. Reset ha attivato l'operazione "Fiato sul
collo", ovvero la videoripresa dei lavori consiliari da pubblicare
su internet. «Ci hanno riferito che non potevano filmare perché non
siamo giornalisti o perché potremmo manipolare le immagini»,
commenta Modellato.
«Stupidaggini perché, con alcune cautele, anche il Garante della
Privacy ammette le videoriprese dei consigli se gli interessati
vengono informati in tempo. Inoltre nessuno ha saputo indicarla
legge o il regolamento che impedisce le riprese. Quindi fino a
quando non sarà vietato, continueremo». La
replica del sindaco Galvagno «Non vogliamo che il Consiglio comunale
sia trasformato in un teatro, dove persone sconosciute iniziano a
filmare la seduta. Per il resto , io non sono contrario, a patto che
le riprese siano fatte dal Comune e trasmesse in contemporanea.
Comunque a questo proposito metteremo mano al regolamento per
disciplinare queste richieste».
|
Se avete articoli che riguardano il meetup di Asti o l'associazione Reset e
volete inserirli scrivetemi.
Tutti i marchi sono registrati dai rispettivi proprietari.
| |
|