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Ecco cosa scrivono di noi i giornali...

DA http://www.giuseppegalliano.com/images/stories/stampa/lastampa/LogoLaStampa_GRANDE.jpg

SI MOLTIPLICANO LE PROTESTE CONTRO LA RIFORMA

Stasera in corteo famiglie e insegnati

E' la settimana della grande mobilitazione contro la riforma Gelmini che culminerà giovedì con lo sciopero generale e la manifestazione a Roma. Ci i muove su p-il) fronti. Genitori e insegnanti del 3· circolo hanno consegnato ieri al provveditore Francesco Contino 800 firme, frutto di una petizione a sostegno della protesta contro i provvedimenti del governo sulla scuola. Del terzo circolo fanno parte le elementari «Galileo Ferraris», San Domenico Savio e «Baracca» e le materne «Agazzi»,«Lina Borgo» e «Miroglio». L'iniziativa non si è però limitata alle firme: per stasera è in programma un corteo silenzioso per esprimere i! forte disagio contro la politica scolastica del centrodestra: partirà alle 21 da piazza Primo Maggio, attraverserà corso Alfieri per concludersi in piazza San Secondo dove sono previsti alcuni interventi. «Non è limitato al personale e alle famiglie dei bambini del nostro circolo - spiegano gli organizzatori ma a tutto i! mondo della scuola astigiano che invitiamo ad unirsi a noi per una pacifica dimostrazione».C'è fermento anche nel mondo sindacale. Luciana Moiso, segretario provinciale Vi! scuola, ha indetto per domani, dalle 8 alle 11, nel salone della Provincia un assemblea sindacale sul decreto legge che tante polemiche sta suscitando, n rinnovo del contratto nazionale e la tutela del personale precario e sulla mobilitazione di giovedì. Interverranno n segretario generale Uil-Scuola del Piemonte Diego Meli, n segretario provinciale Pierluigi Guerrini e n dirigente nazionale del settore scuola della un, Pasquale Proietti. Si stanno muovendo inoltre l'associazione «Reset» e n «Meet up-Amici di Beppe Grillo» di Asti. «Ci schieriamo - spiega Roberto Modellato di Reset - con tutti coloro che in questi giorni manifestano contro la riforma del governo. Ci rendiamo disponibili a partecipare a tutti gli incontri, manifestazioni ed eventuali occupazioni. Il blog www.beppegrillo.it e il sito www.resetonline.net sono a disposizione di studenti e professori». Giovedì 30, nel giorno dello sciopero, i genitori del Consiglio di circolo «Canelli-San Marzano», Palmina Stanga, dirigente scolastico delle materne ed elementari e Paolà Bogetto, dirigente scolastico della media «Gancia» hanno indetto un incontro per discutere della riforma e del suo impatto sulle scuole del plesso (ore 21, salone CrAt). Interverrà Marco Pavese, docente di Istituzioni di Diritto pubblico e Legislazione scolastica all'Università di Genova.

FRANCO CAVAGNINO


DA http://www.lanuovaprovincia.net/immagini/copyright.gif del 31/10/2008

Bambini, genitori e insegnanti in corteo "Difendiamo l' istruzione pubblica"

In piazza gli interventi dei sindacalisti.

Da "Reset" critiche al senatore Cossiga

La pioggia non ha fermato, martedì sera, la fiaccolata di protesta contro la legge Gelmini.

Circa 600 persone, sfidando il maltempo, si sono ritrovate in piazza I maggio, dove ha preso il via il corteo che ha visto partecipare quasi tutte le scuole del III circolo didattico (ma c'erano rappresentanti di istituti di ogni ordine e grado) oltre a insegnati, famiglie ed esponenti del mondo sociale e sindacale.Ad aprire la sfilata una bara, con scritto "Qui giace la scuola italiana, uccisa da Gelmini e Tremanti'; che non ha mancato di suscitare qualche perplessità e qualche distinguo tra gli stessi partecipanti al corteo (così come alcuni slogan "forti").Tra gli sfilanti molti gli striscioni di protesta, tra cui "La mia maestra è già unica'; oppure "La scuola è un bene di tutti difendiamola" e anche "Gemini non uccidere !'istruzione dei nostri bambini':In piazza San Secondo il corteo si è concluso e ha preso la parola, tra gli altri, Monica Iviglia, segretario provinciale Cgli scuola.«Se i tagli preventivati dal Governo diventeranno legge - ha affermato -la situazione di numerose scuole che si trovano nei paesi dell'Astigiano diventerà catastrofica».Sotto accusa anche «l'arroganza del Governo, che ha riformato la scuola senza ascoltare le controparti interessate».Dure alcune contestazioni da parte del pubblico, annunciando che <<le famiglie sono pronte a forme di contestazione anche più dure per opporsi a questa privatizzazione della scuola».«Con questa legge - si ripeteva da più parti in piazza c verranno a mancare 7,8 miliardi di euro alla scuola, tutte risorse destinate al piano di salvataggio dell'Alitalia e alle spese militari in Afghanistan. Noi non vogliamo che il futuro dei nostri bambini venga sacrificato per questo disegno scellerato del Governo».Più duro è stato Roberto Modellato, rappresentante dell'associazione "Reset - Amici di Beppe Grillo", che ha focalizzato l'attenzione sulla polemica innescata dalle parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di far intervenire la polizia nelle scuole e nelle università occupate. Modellato ha letto uno stralcio dell'intervista che il senatore a vita Francesco Cossiga ha concesso al giornale "La Nazione". «Nelle università - ha citato bisogna ritirare le forze di polizia, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che i manifestanti mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».Le parole dell'ex presidente della Repubblica hanno poi indotto i rappresentanti del movimento di Beppe Grillo a lanciare un "Vaffa.:' all'indirizzo delle finestre del Municipio.

DI ALESSANDRO FRANCO


DA http://www.gazzettadasti.it/themes/theme034/logo.png del 31/10/2008

In mille alla fiaccolata di protesta

A guidare il corteo una bara "contenente" la scuola

Nonostante la pioggia, foltissimo il corteo lungo le vie cittadine

Neanche la pioggia riesce a fermare la protesta "anti Gelmini". Martedì sera, nonostante le forti precipitazioni del tardo pomeriggio, un numeroso gruppo di cittadini muniti di candele (mille secondo gli organizzatori) si è ritrovato per il corteo contro il progetto di riforma della scuola organizzato da insegnanti e genitori del 3° circolo didattico. Nel tragitto da piazza I maggio a piazza S. Secondo spiccava in testa al gruppo una bara che veniva dichiarata trasportare la scuola pubblica "vittima di Tremonti e Gelmini". Altri striscioni inneggianti alla preservazione dell'istruzione pubblica "patrimonio di tutti" erano mostrati da gruppi di docenti, genitori e allievi in particolare delle elementari, il ciclo scolastico più toccato dal decreto approvato al Senato mercoledì. Gli stessi striscioni sono stati mostrati anche durante la manifestazione nazionale di ieri. Nessuna bandiera "politica" ha sventolato nel corteo, con esponenti di partiti e associazioni presenti a titolo personale. In piazza S. Secondo, durante il comizio finale, Monica Iviglia, responsabile provinciale dei lavoratori della conoscenza della Cgil, ha ringraziato gli intervenuti, ribadendo la visione condivisa dagli oppositori della riforma, che la vedono principalmente come un taglio di spese. Iviglia ha citato l'appoggio alla protesta dichiarato anche da molti sindaci dei paesi più piccoli, che vedono minacciata la chiusura delle scuole locali: gli organizzatori della manifestazione stimano oltre 40 "vittime potenziali". "Non ci fermeremo - conclude Iviglia - perché il decreto non è che un guscio vuoto di indirizzo generale, che andrà riempito dalle regole di attuazione che saranno discusse in Parlamento nei prossimi mesi".

Roberto Modellato, portavoce degli "amici di Beppe Grillo" di Asti, da subito dichiaratatisi vicini alle proteste contro la riforma, ha poi elogiato la civiltà della manifestazione, sottolineando il contrasto con le visioni espresse negli scorsi giorni dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal senatore a vita Francesco Cossiga. Modellato si è scagliato in particolare contro le parole dell'ex presidente della Repubblica che invocava una repressione violenta delle proteste da parte degli studenti e degli insegnanti, concludendo il suo intervento con un "vaff..." sullo stile di quelli più volte lanciati dal celebre comico genovese.

Michele Cascioli


DA http://www.giuseppegalliano.com/images/stories/stampa/lastampa/LogoLaStampa_GRANDE.jpg

È polemica sulla telecamera dei «grillini»

Al sindaco Galvagno non è piaciuta quella telecamera nell'aula del Consiglio comunale. Lo riferisce Roberto Modellato, presidente di «Reset», l'associazione che fa riferimento al blog di Beppe Grillo. «Come largamente anticipato - spiega Modellato ci siamo presentati in Consiglio con la nostra telecamera per riprendere parte dei lavori. Risultato? Proteste a tutto campo dalla maggioranza. Il sindaco ha minacciato(non potendo impedirci di filmare) di abbandonare la seduta, cosa che di fatto è accaduta, motivando semplicemente col fatto che non gradiva essere ripreso». Le riprese hanno dato lo spunto per una serie di interventi, tra favorevoli (per esempio Pasta e Bagnadentro del Pd) e contrari alla presenza della telecamera (tra questi il consigliere Sannino, l'assessore Lattanzio). «Sono rimasto in aula sino alla fine della seduta - ha replicato il sindaco - Un conto è se un giornalista fa le riprese, un altro se un privato piazza tutto il suo apparato e filma la seduta».


DA http://www.gazzettadasti.it/themes/theme034/logo.png

Giorgio Galvagno ha proibito che gli amici di Beppe Grillo riprendessero la seduta

Telecamere vietate in Consiglio Comunale

Erano venuti ad assistere alla seduta del Consiglio comunale per rispondere all'appello "Fiato sul collo". Gli amici di Beppe Grillo astigiani avevano deciso lunedì 29 settembre di aderire all'iniziativa tramite la quale il comico aveva invitato i suoi sostenitori a riprendere, con la videocamera i consigli comunali delle loro città di residenza per poi diffondere i filmati tramite In internet, in nome della trasparenza. Ma appena il presidente del Consiglio Giovanni Boccia ha segnalato all'aula la loro presenza, il sindaco Giorgio Galvagno ha reagito duramente definendola situazione "illegale" e minacciando di abbandonare la seduta. "Qualche consigliere accusa Galvagno potrebbe sentirsi inibito nel1a sua azione dalla presenza della telecamera". Alcuni consiglieri di minoranza hanno protestato contro le parole del sindaco. "Le sedute sono pubbliche - ha affermato il democratico Alberto Pasta i consiglieri sono pubblici ufficiali nell' esercizio delle loro funzioni, e il diritto dei cittadini a essere informati sulle loro decisioni è tutelato dall'articolo 21 della Costituzione". "Il regolamento aggiunge Paolo Bagnadentro (Pd) consente al pubblico di assistere alle sedute, purché non disturbi. Le riprese sono in accordo con le regole poiché questa è un'arena pubblica e non c'è nessuna rispetto a fare svolgere il Consiglio per esempio in piazza.Galvagno ha definito inopportune le riprese, dichiarandosi preoccupato per l'utilizzo del materiale girato: “Un conto sarebbe la trasmissione in diretta, che è neutrale, mentre le riprese diffuse su Internet possono essere rielaborate al fine di dare un'immagine sbagliata”.A sostegno del sindaco si è schierato l'assessore alle Finanze Maurizio Lattanzio: "Più che la ripresa, è pericolosa la diffusione. Il privato cittadino non è soggetto al codice deontologico, ad esempio di un giornalista, e può fame un uso irrispettoso e pericoloso". Le parole dei membri della Giunta sono state accolte con favore dai consiglieri di maggioranza. Il presidente Boccia, dopo avere ammesso che il problema sollevato non è disciplinato da una norma apposita del regolamento, ha promesso a giorni la convocazione di una riunione della conferenza dei capigruppo per discutere il problema. Il meetup di Asti è tornato sul punto con una conferenza stampa convocata mercoledì l0 ottobre. "Ci è sembrato curioso afferma Roberto Modellato, portavoce dei "grillini" astigiani e presidente dell' associazione "Reset" il fatto che il sindaco, denunciando una situazione a suo giudizio illegale, abbia minacciato di abbandonare la seduta, invece di adoperarsi per il ripristino della legalità ". Modellato, oltre a chiedersi se i problemi per le riprese dipendano dal fatto che "qualche consigliere abbia qualcosa da nascondere", ribadisce la sua convinzione che il gruppo abbia agito nel rispetto della legge, e respinge l'accusa paventata in Consiglio di avere organizzato "un blitz", affermando di avere informato dell'iniziativa le autorità politiche e i responsabili del Ordine pubblico già dallo scorso 15 settembre. "La vicenda prosegue il presidente di Reset ricorda le polemiche per l'assegnazione delle piazze in occasione dei due Vday, con un utilizzo soggettivo della legalità da parte della Giunta. Ma un' azione o è consentita dalla legge oppure no, e non è possibile una logica del divieto perché secondo me è meglio così". Il gruppo di sostenitori astigiani di Beppe Grillo ha inserito il filmato di circa 11 minuti che arriva fino all'inizio dello scoppio della polemica in Consiglio, sul sito www.resetonline.net nella sezione "Fiato sul collo" e si dichiara intenzionato a replicare in futuro l'iniziativa. "Se per impedircelo conclude Modellato modificheranno il regolamento con norme in contrasto con la legge nazionale, impugneremo il regolamento di fronte a un giudice terzo". Galvagno non vuole tornare sull'argomento, definendo la polemica "di poco conto".

Michele Cascioli


DA http://www.lanuovaprovincia.net/immagini/copyright.gif
Reset: "Da noi un servizio utile"
«Il nostro è un servizio utile ai cittadini che non possono essere presenti ai Consigli comunali». Roberto Modellato, portavoce dell'associazione "Reset" e degli amici di Beppe Grillo, commenta così la presenza di alcuni esponenti del sodalizio alla seduta di lunedì. Una presenza largamente annunciata tramite i giornali e con apposita mail al presidente del consiglio, Giovanni Boccia, e allo stesso sindaco Galvagno. Reset ha attivato l'operazione "Fiato sul collo", ovvero la videoripresa dei lavori consiliari da pubblicare su internet. «Ci hanno riferito che non potevano filmare perché non siamo giornalisti o perché potremmo manipolare le immagini», commenta Modellato.
«Stupidaggini perché, con alcune cautele, anche il Garante della Privacy ammette le videoriprese dei consigli se gli interessati vengono informati in tempo. Inoltre nessuno ha saputo indicarla legge o il regolamento che impedisce le riprese. Quindi fino a  quando non sarà vietato, continueremo». La replica del sindaco Galvagno «Non vogliamo che il Consiglio comunale sia trasformato in un teatro, dove persone sconosciute iniziano a filmare la seduta. Per il resto , io non sono contrario, a patto che le riprese siano fatte dal Comune e trasmesse in contemporanea. Comunque a questo proposito metteremo mano al regolamento per disciplinare queste richieste».

 

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